Nei Relitti non c’è più Tempo

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Nei Relitti non c’è più Tempo

Il gusto di entrare in un luogo proibito. L’istinto di vedere cosa c’è dentro un luogo che si è staccato dalla realtà.
Esplorazione. Immaginazione. Stupore. Disorientamento …

Nei Relitti non c’è più Tempo. Tutto è fermo a un attimo: quello in cui l’ultimo essere umano ne è uscito ed ha chiuso la porta per non tornarci mai più.

Quando l’architettura si fa relitto, la muffa e l’abbandono invadono, la vita non passa più di lì e l’occhio si ferma, curioso di scoprirne le tracce. Senti la presenza dell’umanità che c’era, cerchi qualcosa che la suggerisca, si ferma il tempo e rimani sospeso, disorientato, affascinato. Una sedia. Un pavimento. Una cosa appesa ad un muro. Un tavolo. Finestre spalancate.

I Relitti sono il segno del fallimento. Ma i Relitti sono anche la testimonianza che la vita non è solo quella degli esseri umani e dagli spiragli che rimangono inevitabilmente aperti una coppia di uccelli entra e costruisce il proprio nido sotto una trave.

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